venerdì 22 settembre 2017

L'elitarismo

Sta diventando sempre più difficile tutto: I COMMENTI e le teorie interpretative da cui scaturiscono sono sempre più spesso “fantasiose”. Da parte mia la scelta di defilarmi e usare il mio tempo sul web in altro modo è confermata; le relazioni virtuali che nascono dalle cose che scrivo arrivano a distanze stellari dalle loro premesse! O sono false quest’ultime o c’è qualcosa di intimamente errato nelle loro dinamiche. Meglio lasciar perdere e allontanarsi dal grigio.In verità devo arrendermi all’evidenza, il mio sogno di parlare con tutti, di comunicare con tutti, di interagire con quello che era lontano mille miglia dal mio mondo senza subirne colpi pesanti, quel sogno si è ridimensionato qui in rete, nel luogo che concettualmente sembra il più adatto invece a nutrirlo. Se mi perdo, se muto la mia identità, se mi svendo per qualsiasi motivo lo faccio, a qualsiasi obiettivo io possa tendere, sono certo che non produrrò niente di buono, niente di MIO, niente che abbia senso per me.
E’ un vecchio discorso che mi rode l’animo da molto tempo, i blog vanno considerati in modo diverso, con maggiore serietà, forse con una benevolenza più genuina ma non possono prescindere da una genuinità di fondo che li differenzia e li rende palesemente personali. C’è Massimo e c’è Enzo, Marina, Susanna, Sara, Nicole, Mara… ci sono, ci siamo tutti. Quello che non capisco e mai capirò è lo scontro vigliacco, l’invidia, la stupidità: c’è uno spazio immenso, riempiamolo senza disturbarci. L’elitarismo nei blog più che un rischio è una certezza! Penso che sia purtroppo inevitabile, non esistono parole per tutti ( tranne forse che negli Evangeli) e non esistono blogger per tutte le stagioni. Forzare questo dato di fatto produce solo danni io ne so qualcosa. Inevitabilmente parliamo e speriamo nella condivisione del mondo intero e altrettanto inevitabilmente dobbiamo poi accorgerci di quante siano in realtà le mani tese. Io resterò qui fin che potrò, perchè mi piace ma starò anche altrove e se il salotto apparirà troppo esclusivo pazienza. In questi anni ho incontrato poche stanze veramente esclusive per qualità e profondità di scrittura, io ne sono lontano, la mia esclusività deve essere legata a qualcos’altro.

mercoledì 20 settembre 2017

Il gatto sul divano

Il cielo è grigio stasera, forse pioverà, forse l’acqua si porterà via tutta la terra accumulata dalle nostre impotenze. E’ stasera che Enzo si prende la testa fra le mani e vorrebbe riprendere a fumare.
Stasera che i giochi si sono invertiti e la solitudine si vende a prezzi di realizzo.
Scrivo per capire e sono un egoista, ogni tanto incontro uno scoglio più ruvido di me, altre volte una baia piena di vento e me la giro tutta. Lascio il gatto sul divano e il cuore spazzato via dagli anni sbagliati, buona musica sapete, un evergreen di quelli che tutti abbiamo amato.
Suonerà ancora a lungo: certe volte la verità è un sorriso quieto che ci ostiniamo a cercare lontano ed invece è lì accanto a noi, è il primo bacio che abbiamo dato quello che non si scorda mai e non ti tradisce come invece ti prendono in giro le parole e i discorsi intelligenti fatti solo per altri fini.

venerdì 15 settembre 2017

Ho cominciato da borghese

Ma a me chi diavolo lo fa fare? Mi attirano sempre quelli diversi da me, leggo quelli con attenzione, me li studio, ci penso e cerco. Cosa? Cerco il motivo o le storie che ci sono dietro , quello che li possa rendere comprensibili insomma. Funziona? Col c..o che funziona! Sul web va diversamente, steccati belle gioie, sguardi sdegnosi e ritirate strategiche, minchia!
Ho cominciato in modo borghese da figlio di borghesi. Ma era gente colta, fatto gravissimo, ed erano siciliani fatto ancora più grave perchè i siciliani sono curiosi e sospettosi e quando dici loro di adeguarsi e zitto fanno quasi sempre il contrario.
Ho continuato a sinistra a Milano, dentro il movimento ed era il 68 pieno con annessi e connessi, scontri di piazza assemblee e e teoria a gogo. E' passato molto tempo e alcune cose, certe analisi sono uscite dalla moda del momento e dell'età anagrafica e si sono mostrate più concrete e molto meno romantiche. Per dirla senza giri di parole: io dei fascisti veri ne ho sentito parlare e ne ho letto ma quelli veri li ho incontrati a sinistra, anche nel movimento. Spero di essere stato chiaro.
L'arroganza più o meno sottile dei discorsi, il travisamento dei fatti e della storia, la criminalizzazione piena di sussiego di chi ha un'opinione diversa, lo stracciamento continuato delle vesti io a sinistra l'ho conosciuto da quando ero un ragazzo. Non è in nulla diverso dalla situazione che si vive a destra o a Nord. Detto ciò se ne ho voglia e tempo le prossime volte parliamo di due argomenti "intoccabili": Costituzione e Resistenza. Se non si scatena prima l'apocalisse.

giovedì 14 settembre 2017

FLIPPER

Dipende dai punti di vista e dall'angolazione della luce sui nostri sogni. Dipende dal momento, quello esterno che è di tutti e quello interno sconosciuto persino a noi stessi. Mi sento come un elemento di un flipper: un respingente elastico, quando la sfera lucida mi arriva addosso ne ricavo energia e poi la scaglio lontano come se non volessi sapere più nulla di lei. Qualunque prospettiva finora mi ha ucciso. Ho un'arma affilata in mano e dico di saperla usare bene: dipende. La solitudine mi ha aiutato a combattere, mi ha difeso le spalle, acuito i sensi, illuminato gli angoli della mia esistenza, mi ha ingannato facendomi credere che ormai fosse in mio potere. Ieri sera l'ho afferrata per la lama. La ferita è stata terribile come certi deja vu che ti fanno esclamare: tutto questo tempo in così poco tempo?

domenica 10 settembre 2017

Spazio alle parole

Sembra che rileggere e correggere ciò che si è scritto sia una nuova scrittura: reimpostare ex novo questo blog mi ha fatto agitare tutti i neuroni, analizzare tutte le rughe del mio viso, cadere le residue inibizioni che possedevo. In realtà ho sempre vissuto male lo sdoppiamento mentale tra le mie due anime (e non mi venite a dire che si capisce che sono dei Gemelli): quella lirica, lontana dal mondo in cui sono nato, balcone privilegiato su quell’altra in cui, invece, mi agito e mi incazzo, fatta di uomini e donne, di azioni e di strade che passano sotto i balconi delle idee e se ne fregano di sporcarsi e mischiarsi pur di riuscire a diventare vita.  Ho scritto molte poesie, alcune a distanza di anni sono restate tali altre sono morte in un abito che non competeva loro. Con tutto quello che ho lasciato negli anni in rete su spazi diversi fra loro potrei vivere di rendita per molto tempo. Perchè no? Copiare e incollare QUI il materiale mio di altri mondi e altri tempi: compiacermene stoltamente e facilmente, dare un ritocchino qua ed uno là, dirmi non male, non male finchè l’eco dei miei passi si perderebbe nello spazio vuoto della mia esistenza.
Spero che leggiate e possiate capire. Spero che sorridiate aprendovi alla verità che ci sovrasta: non potrei mai dirvi le stesse cose mescolate al chiasso che normalmente la vita fa. Bisogna dar spazio alle parole. A quelle grosse e a quelle piccole. Anche questa notte ho sognato ed era un sogno a tratti confuso, dentro c’eravamo proprio tutti: anche quelli che non visito mai. Però non c’erano gli equivoci e le prese di posizione assurde con cui, scendendo nella blogosfera, conviviamo tutti. O meglio, tutte queste cose stavano appiccicate ad una piccola parte del soffitto sopra di noi. Più in là si apriva un cielo grandissimo CHE CI ABBRACCIAVA TUTTI E RIDEVA DI NOI. A me, che guardavo il mondo, qualcuno che non ricordo diceva “Fai bene a non prenderti troppo sul serio”. Sono seriamente attratto da tutto questo universo che abbiamo costruito ( o ci hanno costruito? ) Si è levata una grande risata ma non era sarcasmo era consapevolezza e non era di qualcuno in particolare. Era anonima, era l’emozione di vivere perchè quella di credere è già passata. Ma tornerà.